Ernesto Sabato. Prima della fine

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Ernesto Sabato. Prima della fine

La straordinaria vita di Ernesto Sabato: Prima della fine

Prima della fine è un’autobiografia, un racconto dello straordinario coraggio di Ernesto Sabato.

Parigi, fine anni trenta. Un brillante giovane, con un dottorato in  fisica, vince l’annuale borsa di studio dell’Associazione per il Progresso delle Scienze. Viene assunto al Laboratorio Curie.

Per molti di noi la vita sarebbe all’apice. Subito stringeremmo a noi i nostri cari, con le lacrime agli occhi ed il cuore palpitante.

Ma questo giovane, no. Non fu felice. Proprio nel momento più alto della sua vita tremendi venti hanno sferzato il suo cuore.

Ernesto Sabato, in questa sua ultima opera, lascia uno struggente testamento a noi generazioni future. È un monito ed un incoraggiamento, sapendo che c’è chi, nonostante la tempesta, continua a lottare, ad offrire il suo tempo e persino la vita, agli altri.

Poche persone hanno avuto il suo coraggio. La forza di lasciare un rinomato posto. Di andare a vivere sulle alture di Cordoba, con Matilde, la sua giovane moglie, e il loro figlio di quattro anni, in una cascina senza acqua corrente né luce elettrica. Lasciare le comodità di una città per andare nei boschi, alla ricerca di una vita saggia. Affrontare solo i fatti essenziali della vita. Vedere se si è capaci di imparare quanto essa ha da insegnarci, per non avere mai la tragedia di scoprire, in punto di morte, che non si è vissuti. Avere il coraggio di comprendere che la vera patria dell’uomo non è il mondo delle idee, che pure ammaliò Platone.

Prima della fine e la potenza dell’arte

Ernesto Sabato ci aiuterà a scoprire che la vera patria per l’uomo, quella a cui torna sempre dopo i suoi itinerari ideali, è la regione intermedia e terrena dell’anima, il territorio straziato in cui viviamo, amiamo e soffriamo.

Prima della fine, come “Le intermittenze della morte” è un libro da leggere d’un fiato, con lo spirito pronto ad emozionarsi. Sicuri di non temere di inumidirci gli occhi quando Maltide dirà a Sabato, nel periodo della sua profonda crisi,  di non far altro che consacrarsi a quello che gli suggeriva il suo animo. Quando lei mai lo rimprovererà per le comodità perdute. Saremo lieti di farci riempire il cuore di gioia sapendo che sono esistite figure come Pedro Henríqez Ureña.  Un essere superiore trattato dai colleghi in modo meschino e ipocrita. Un sorriso ci illuminerà il volto quando un giorno, in treno, Ernesto Sabato incontrerà Ureña, e gli domanderà:

perché, signor Pedro, perde tempo in cose del genere?

E lui, con il suo sorriso gentile:

perché fra quei ragazzi magari c’è un futuro scrittore.

Leggiamolo senza remore, affrettiamoci a scoprire che in un epoca di crisi generale solo l’arte può lenire l’angoscia e la disperazione dell’uomo.

By | 2017-02-21T22:53:29+00:00 gennaio 26th, 2017|Recensioni libri|6 Comments

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6 Comments

  1. Ernesto Sabato. Il tunnel 5 febbraio 2017 at 20:26 - Reply

    […] è la prima riga de Il tunnel di Ernesto Sabato. Non un vero e proprio inizio, piuttosto una fine. Prima ancora di essersi sistemati comodamente […]

  2. […] è la prima riga de Il tunnel di Ernesto Sabato. Non un vero e proprio inizio, piuttosto una fine. Prima ancora di essersi sistemati comodamente […]

  3. Via delle Botteghe Oscure 31 gennaio 2017 at 23:20 - Reply

    […] l’arte di Patrick Modiano. La sua prorompente forza narrativa è tagliente come un racconto di Ernesto Sabato. Alla fine ci accorgiamo di non aver letto un romanzo; no, non abbiamo letto un racconto. Abbiamo […]

  4. La La Land 30 gennaio 2017 at 22:52 - Reply

    […] sull’orlo di un baratro e La La Land, seppure per poco tempo, ci porta lontano dall’abisso, ci conduce su, nel cielo, e […]

  5. Anna Rita 27 gennaio 2017 at 7:26 - Reply

    Se continui a recensire in questo modo mi manderai in rovina!

    • antonio 27 gennaio 2017 at 8:56 - Reply

      Impoverirsi per l’acquisto di libri è il più grande arricchimento che tu possa regalarti

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