Kynodontas: una disumana razionalità

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Kynodontas: una disumana razionalità

Kynodontas è un film di Yorgos Lanthimos. Uscito in Grecia nel 2009, premio Un Certain Regard a Cannes nello stesso anno.

Kynodontas è il dente canino, il dente che bisogna perdere per entrare nel mondo degli adulti, per poter uscire da quell’alcova incestuosa.

La storia è tutta sviluppata attorno ad un quesito: è possibile crescere ed educare i figli al “riparo” dai funesti influssi della tecnologia moderna?

La coppia protagonista della pellicola decide di farlo, decide di compiere scelte radicali. Nessuna tecnologia è ammessa in casa, nemmeno il telefono. Persino il linguaggio viene distorto:

«mi passi il telefono?»

Sentiremo chiedere indicando il sale. E così zombie diventa un fiore giallo, fica una lampada.

Come spiegare la potenza perturbante di certi termini? I genitori non possono permettere l’inquinamento dell’educazione dei propri tre figli. Fino al punto da non dargli un nome. A che serve se non si è in contatto col mondo?

Tuttavia non c’è nessuna remora nel soddisfare gli impulsi sessuali del loro figlio maschio portando a casa una donna esterna. Unica presenza a possedere un nome proprio: Christina. Presenza esterna che finirà per scardinare i contorti equilibri del nucleo familiare.

Lanthimos pone in evidenza il problema educativo nel nostro contesto portandolo allo stremo. Palesa l’utopia di un cotrollo dispotico sulla vita dei propri figli. E così, la questione iniziale ritorna preponderante: è possibile crescere ed educare i figli al riparo dagli influssi della tecnologia moderna?

Poi, però, c’è dell’altro: il dispotismo familiare. L’asettica accondiscendenza dei figli, la dedizione servile della moglie: il totalitarismo. Kynodontas è senza ombra di dubbio una sviscerazione delle dinamiche di un regime totalitario, delle sue precarie leggi interne. E nel contempo ne è una cruda e grottesca parodia.

Tutto grande fin qui. Tuttavia penso che l’intento ultimo di Lanthimos, il senso profondo di Kynodontas sia un altro. Il senso che rende questo film immenso.

Il perno principale dell’opera non è il problema educativo. Scavando si giunge al profondo dell’opera, al suo cuore palpitante.

È possbile condurre un’esistenza razionale?

Tutto nel film è privo di sentimenti. Non c’è amore, c’è sesso. Non c’è gioia, ci sono suoni di risa. Non c’è dolore, ci sono lacrime.

Kynodontas è un’illuminante risposta.

Una vita senza il brivido dell’imprevedibile irrazionalità dei sentimenti non potrà mai essere umana.

By | 2017-10-22T15:28:26+00:00 ottobre 21st, 2017|Recensioni film|0 Comments

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