La La Land. Il film di Damien Chazelle

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La La Land. Il film di Damien Chazelle

La La Land è molto più di un musical

È l’8 gennaio, Beverly Hilton Hotel, Beverly Hills, La La Land si aggiudica 7 Golden Globe. È il culmine di un’ascesa iniziata il mese precedente negli Stati Uniti.

In questi giorni La La Land è arrivato in Italia, appena dopo l’annuncio delle 14 candidature all’Oscar.  Sembra continuare senza freni la corsa all’olimpo del cinema per questa nuova opera di Damien Chazelle, e la qualità non manca. Due ore di autentica magia, due ore di pura follia.

La La Land è, prima di tutto, l’esempio della lungimiranza di Gustave Flaubert, La La Land è la nuova Madame Bovary:

“La forma sopra ogni cosa, lo stile è tutto”

Certo ci sono storie così forti e sconvolgenti da non aver bisogno di un contenitore adeguato, ci sono storie così straordianarie da lacerare ogni schema. Non è questo il caso. La storia è delle più semplici e prevedibili, delle più naturali e delle più antiche: è una storia d’amore.

Sebastian e Mia, entrambi disadattati, alienati a causa del loro lavoro, entrambi con la testa nel cielo, dove alti volano i loro sogni. Sebastian è un pianista maltrattato ma ha l’anima invasa dal jazz. Mia è una cameriera che sogna un ruolo da attrice in un grande film. I due, casualmente, si incontreranno, si innamoreranno, si incoraggeranno nella realizzazione dei propri sogni, trovando nel loro amore la forza per abbandonare le piccole certezze dei loro impieghi e saltare così nell’abisso del futuro. Fintantoché . . .

Non dico nient’altro.

La La Land è puro cinema

Questa trama non ha forza in sé, la potenza del cinema la esalta e la sublima. Il coinvolgimento dei sensi è totale. Le sinestesie di La La Land ci trasportano in dimensioni altre dalla realtà. Si percepisce il profumo dei colori, il suono delle stelle, il colore delle note. Inebriati dagli incantesimi della fotografia, dalle piroette dei piani sequenza, dall’onirico montaggio.

E poi, per gli amanti del cinema, non passeranno certo inosservate le innumerevoli citazioni come (per dirne solo alcune): Casablanca, Grease, West Side Story, Singin’ in the Rain, Shall We Dance? The Band Wagon, Moulin Rouge!, An American in Paris, Broadway Melody.

La La Land non è per la nostra sensibilità

Tutto bene fin qui, ma c’è una piccola sfumatura grigia nella luminosa tavolozza di La La Land: è un musical. Forse alcuni di voi a questo punto diranno: “No, peccato!” O forse avranno interrogato l’amico o il compagno o la compagna, dubbiosi, durante le prime scene: “Ma è un musical?!” O forse lo sapevano già ed hanno deciso di non vederlo.

In effetti, non si è nel torto. Il musical è un genere che non ha molta presa sulla nostra sensibilità, o almeno, non come oltreoceano. Bisogna entrare nelle canzoni, ascoltarne i testi, apprezzarne le coreografie (non poche). Il rischio di annoiarsi, nonostante tutto, è sempre in agguato.

Ma allora perché non è la solita zuppa? Perché ci lascia quel tocco di magia nei nostri animi? Perché ci spinge ad essere folli, ad uscire fuori dalla sala e correre verso il nostro futuro? Forse perché è un’opera del 2017. Forse perché è un’opera che viene dopo il 2016, che viene dopo i test sulla bomba H della Corea del Nord, che viene dopo la tortura e la morte di Giulio Regeni, dopo gli attentati a Bruxelles, ad Orlando, a Nizza, dopo l’incidente ferroviario in Puglia, dopo i devastanti terremoti nel centro Italia, dopo le elezioni di Donald Trump.

Siamo sull’orlo di un baratro e La La Land, seppure per poco tempo, ci porta lontano dall’abisso, ci conduce su, nel cielo, e poi ancora più su, per volare su sperdute galassie nell’immensità del cosmo.

By | 2017-02-16T15:37:25+00:00 gennaio 30th, 2017|Recensioni film|2 Comments

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  1. […] il mondo a suon di premi. Candidato ad otto premi Oscar tra cui miglior film, insieme con Arrival e La La Land. Dopo la presentazione al festival del cinema di Roma ad ottobre dello scorso anno, è ora in tutte […]

  2. […] La La Land, abbiamo […]

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