Le otto montagne

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Le otto montagne

Le otto montagne di Paolo Cognetti è ormai un caso letterario. Un caso unico e raro nell’italico panorama attuale. Pubblicato l’8 novembre 2016 in italia, ora in uscita negli Stati Uniti, Regno Unito, Germania, Francia, Olanda, Danimarca, Turchia, Russia, Islanda, Cina, Romania, Lituania, Israele, Polonia, Croazia, Serbia, Spagna, Brasile, Slovacchia, Repubblica Ceca, Ungheria, Grecia, Portogallo, Lettonia, Albania, Estonia, Norvegia, Finlandia, Corea del Sud.

Non commettete l’errore che ho fatto io. Non leggetelo tutto d’un fiato. Non permettete che le pagine, con leggera velocità, scorrano sempre più. Non lasciatevi catturare dall’incredibile storia d’amicizia fra Pietro e Bruno. Resistete.

Sedetevi in posti tranquilli, magari quando fuori è buio. Accendete solo una piccola luce sufficiente per leggere, e assaporate a piccoli sorsi questo romanzo. Respirate aria pura. Ammirate il mondo da lassù. Non fate in modo che tutto finisca in fretta. Lassù la vita ha ancora un senso. La natura un suo significato.

Da lassù il mondo è un grande cerchio. Un cerchio di otto montagne e otto mari. Al centro il Sumeru, un monte altissimo.

«Avrà imparato di più chi ha fatto il giro delle otto montagne, o chi è arrivato in cima al monte Sumeru?»

La montagna scuola di vita

La montagna è scuola e maestra. Luogo in cui crescere e diventare uomini. Posto in cui scoprire un’amicizia antica ed eterna. Indissolubile. La montagna è unica ed universale. Ovunque, sulle Alpi orientali, «montagne degli uomini», o sulle Alpi occidentali «le montagne dei giganti», o sulle vette dell’Himalaya «vette dell’alba del mondo», troveremo sempre le stesse leggi e gli stessi  insegnamenti.

«Se guardi a monte, come fanno i pesci, che mangiano con il muso rivolto alla corrente, il futuro ti viene incontro e alle spalle hai l’acqua passata. Il destino viene dall’alto, dalla montagna».

La montagna forgia e scolpisce le sue rocce. Crea ed alimenta un’amicizia unica. Un’amicizia lunga un’intera vita. Due bambini, due ragazzi, due uomini, uniti per sempre. Custoditi dall’immenso cuore della montagna, protetti dai suoi ghiacciai e dai suoi caprioli.

Alla fine, lo so, non riuscirete a resistere. Farete come me. Finirete per non fermarvi più. Le pagine spontaneamente e con grande velocità non smetteranno più di sfogliarsi. I vostri occhi, riga dopo riga, scorreranno sempre più rapidamente. La lettura di questo romanzo vi divorerà, vi risucchierà. Il tempo assumerà il suo ruolo: lento ed eterno, come in montagna. Pietro e Bruno diverranno vostri compagni inseparabili. Fino a che . . .

Un senso di vuoto alla fine del racconto.

«No!»

Esclamerete dopo aver letto l’ultima riga. E così vi rimarranno i ricordi, i profumi delle valli, il fruscio dei ruscelli, e la nostalgia di una bellissima storia. E subito correrete a consigliarlo ai vostri amici. Subito avvertirete di non leggerlo tutto d’un fiato. Consiglierete di assaporarlo a piccoli sorsi.

Ma l’errore si ripeterà.

By | 2017-02-28T07:16:48+00:00 febbraio 27th, 2017|Recensioni libri|0 Comments

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