Perché i cantanti lirici urlano?

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Perché i cantanti lirici urlano?

L’opera

Vi sarà capitato di chiedervi: perché i cantanti lirici urlano?

Se non siete musicisti o appassionati di opera vi sarete sicuramente chiesti: perché cantano in quel modo?

L’Italia da sempre è famosa in tutto il mondo per il suo canto. È famosa per l’opera. Pensate che negli Stati Uniti tranquillamente credono che un qualunque italiano conosca a memoria le principali arie di Rossini, di Verdi e di Puccini.

Un po’ di storia

L’opera lirica nasce come forma di recita cantata, un “recitar cantando”. Una maniera di narrare una storia con musiche e canti, come facevano in Grecia Eschilo, Sofocle ed Euripide, sin dal quinto secolo a. C.. Se si vuol fissare una data per la nascita dell’opera, io la fisserei al 24 febbraio 1607. Giorno in cui fu rappresentato per la prima volta a Mantova l’Orfeo di Claudio Monteverdi. Un’opera rivoluzionaria che gettò nello scompiglio gli animi dell’epoca.

L’opera lirica, purtroppo, ha anche una data di morte. E sì, anche se alcuni compositori continuano tutt’ora a produrre opere liriche (Sciarrino, Ferrero), io credo che il 29 novembre 1924 l’opera sia definitivamente passata alla storia, insieme al suo più illustre creatore: Giacomo Puccini.

Nel corso del ‘900, l’avvento del cinema, la nascita di nuove forme di teatro, come il musical, hanno decretato la scomparsa di un genere che ha fatto grande l’Italia nel mondo.

Italia gloria del mondo

Come avrete notato, i compositori che ho citato sono tutti italiani. Non per preferenza personale, ma l’opera è univocamente determinata da compositori italiani, inventata in Italia ed esportata in tutto il mondo da Rossini, Verdi e Puccini. Anche grandi compositori esteri, come Mozart ad esempio, quando si sono cimentati nella composizione di un’opera hanno dovuto scrivere melodie su testi italiani (pensate alle Nozze di Figaro, a Così fan tutte o al Don Giovanni). Non si poteva concepire l’opera in una lingua diversa.

Dopo questa breve ma doverosa introduzione, è giunto il momento di rispondere alla domanda che ho posto all’inizio. Perché i cantanti lirici urlano? Oggi, con la presenza di innovazioni tecniche che hanno stravolto il modo di fare musica, ascoltare i cantanti lirici, sentirli cantare in quel modo, può apparire molto strano.

Ma, se si guarda per un attimo al passato, quando non c’erano strumenti come il microfono, allora riusciamo a capire il perché di questo strano modo di cantare. Un aiuto può venirci dal teatro di prosa.

Una tecnica molto particolare

Gli attori di teatro, tutt’oggi, per poter parlare sul palco per ore e poter essere ascoltati anche dalle ultime file, senza rovinare le corde vocali, imparano tecniche particolari di emissione di voce. La cosiddetta tecnica della “voce impostata”. Una tecnica che permette di controllare sia i muscoli atti al respiro che il punto in cui il suono viene emesso. Si cerca di utilizzare il più possibile le cavità del cranio e quelle del torace, trasformandole in naturali casse di risonanza.

Il parlare è nient’altro che un’emissione di suoni. L’aria, inspirata nei polmoni, fuoriesce ponendo in vibrazione le corde vocali. Esse, come corde di una chitarra, vibrano emettendo un suono. Di solito la naturale cassa di risonanza, il luogo cioè che serve ad amplificare il suono, è la gola. Ce ne accorgiamo presto dopo aver parlato a lungo o dopo un bell’urlo. Che mal di gola!

Il problema principale per un cantante lirico è quello di dover cantare per ore. Non solo, ma di dover cantare ad un volume sufficiente per poter competere con l’orchestra e permettere a tutti, nel teatro, di udire il suo canto. E senza danneggiare in maniera irrimediabile le corde vocali.

Ma i cantanti lirici urlano?

Per far ciò si è inventati una tecnica. Una tecnica che consente di cantare per lunghi periodi e ad un volume sonoro sostenuto senza temere alcun mal di gola. Si fa in modo di cambiare la cassa di risonanza per il suono. Con tanta fatica ed esercizio, dopo anni di allenamento, si arriva a spostare il punto di emissione del suono dalla gola alla cavità toracica (quando si dice cantare di petto) oppure dalla gola alle cavità craniche (quando si dice cantare di testa, oppure in maschera, cioè far vibrare il suono all’altezza della maschera, dietro gli zigomi).

Quindi il modo di cantare dei cantanti lirici è il frutto di una antica e difficile tecnica. Una tecnica che consente di amplificare la voce senza apparecchiature elettroniche, che consente di cantare per ore senza fatica. E fare in modo che la magia dell’opera possa ogni volta rivivere.

By | 2017-02-21T19:17:23+00:00 febbraio 21st, 2017|Musica|0 Comments

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