Può la matematica salvarci la vita?

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Può la matematica salvarci la vita?

La domanda che spesso ho sentito farmi, da studenti o da chiunque non avesse una certa familiarità o passione con la materia, è: a che serve la matematica?

Serve a far di conto, non c’è dubbio. È utile per gestire i risparmi. Alcuni credono che serva solo ed esclusivamente per essere insegnata (come se avesse senso imparare una materia con l’unico scopo di tramandarla a ragazzi, che a loro volta la tramanderanno; e così via in una assurda catena).

Se, però, si scava un po’ la realtà. Se ci si ferma a capire come funzionano gli oggetti che ci circondano, forse noteremmo, con stupore, che Pitagora aveva ragione: tutto è numero!

La matematica è ovunque: nei nostri pc, tablet, smartphone. In Google, Facebook, Instagram ed ogni altro social. È nei supermercati, nelle poste, nelle banche. Nelle automobili, negli aerei e nei treni.

La sua presenza è fondamentale anche nella medicina. Anzi direi vitale.

La formula della longevità

Henry Cuthbert Bazett, un fisiologo inglese, nel 1920 pubblica un lavoro in cui studia le ampiezze degli intervalli delle onde di un elettrocardiogramma. In quest’articolo Bazett propone una formula matematica, una formula in grado di predire una possibile morte improvvisa.

Il cuore è un potente muscolo in grado di mandare il sangue in tutto il nostro corpo. Per far ciò alterna momenti di contrazione a momenti di rilassamento. Quando è rilassato permette al sangue di defluire al suo interno, quando si contrae spinge il sangue da una parte nelle arterie polmonari e dall’altra in tutto il nostro corpo. Il battito cardiaco è nient’altro che l’alternarsi di questi due momenti, di rilassamento e contrazione, diastole e sistole. Un elettrocardiogramma è un tracciato, un ascolto, di questi momenti del battito cardiaco.

Affinché il cuore possa contrarsi riceve un impulso elettrico da un punto situato sul cuore stesso, il nodo seno-atriale. Il cuore è l’unico muscolo del nostro corpo a generare autonomamente un impulso elettrico, senza l’ausilio del sistema nervoso. I sensori con cui il medico ci riempie, durante un elettrocardiogramma, hanno il compito di rilevare questi impulsi elettrici. Queste piccole scariche generate dal cuore sono le onde sul foglio dell’elettrocardiogramma.

Analizzando queste onde, Bazett ha ricavato una formula:

$latex \displaystyle\frac{QT}{\sqrt{RR}}$

L’intervallo di tempo fra l’inizio di una carica elettrica ed il suo dileguarsi è chiamato intervallo QT. Se si misura questa distanza e la si divide per la radice quadrata della distanza fra due picchi del diagramma, chiamata RR, si ottiene un numero compreso fra zero ed uno.

I valori ottimali

Se tale numero risulta compreso fra 0.33 e 0.45 il valore è ottimale. Tiriamo pure un sospiro di sollievo, il cuore gode di buona salute. Se tale numero è più alto o più basso, il che corrisponde ad un intervallo più lungo o più corto del normale, allora aumenta il rischio. Siamo in presenza di anomalie cardiache con una conseguente elevata possibilità di arresto cardiaco da stress. È probabile una morte improvvisa.

Un piccolo calcolo: una divisione ed una radice quadrata. Pura e semplice aritmetica. È sufficiente a predirci il futuro. La matematica ci dice se siamo sani o no. Se possiamo esagerare negli sforzi o evitarli. Ci consiglia uno stile di vita. Ci permettere di prevenire tragedie e di vivere più a lungo.

By | 2017-03-02T13:25:43+00:00 marzo 1st, 2017|Matematica|0 Comments

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